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IN SUPERFICIE

15 aprile'10, Torino | MosaicoDanza|Inside Off

24 aprile'10 | Savigliano (CN) Teatro Milanollo|CAT

 

 

di e con Francesca Cinalli e Paolo De Santis

produzione e allestimento Tecnologia Filosofica

co-produzione Mosaicodanza

 

 

 

Nel mese di aprile, il lavoro è presentato in due tappe successive: Giovedì 15 aprile 2010 alle ore 21 a Torino, un primo studio all'interno di Inside/Off 2010, presso lo spazio performativo di Mosaicodanza, la manifestazione dedicata ai work in progress di danza dei giovani coreografi piemontesi.

Sabato 24 aprile 2010 lo studio è presentato al Teatro Milanollo di Savigliano nell'ambito del progetto C.A.T.(confronti artistici transfrontalieri) in collaborazione con Associazione Marcovaldo e Theatre Durance; La serata è condivisa con "Derriere la tete", assolo di Denis Plassard/compagnia Propos-Lyon_Francia.

note di regia:

Prima di cominciare qualsiasi attività, è importante pulire lo spazio dove si lavorerà. Quindi, bisogna lavare per terra. Semplici azioni e il lavoro si svolgerà bene. La pulizia non deve essere fatta in modo casuale, ma ci sono delle regole particolari: acqua fredda, uno strofinaccio di cotone, consapevolezza di sé e una determinata posizione del corpo. Durante il lavoro, non si deve pensare a nient’altro che a spingere lo strofinaccio. Quando si pulisce per terra, bisogna pensare solo a questo….una concentrazione totale. A volte, però, succede che la troppa concentrazione porti fuori dal centro, ci si distrae e i pensieri schizzano da tutte le parti. “L’atto del pulire è legato alla creazione. Esso è positivo, potente, non il semplice mezzo per togliere via lo sporco”.“L’ATTORE INVISIBILE” di Yoshi Oida e Lorna Marshall

In superficie è un progetto di lavoro sulla pulizia. L’azione è pensata per svolgersi all'interno di un bagno. Lì, cerchiamo la dimensione tragicomica del gesto quotidiano nell’atto di pulire, puntando la sua attenzione sulla poeticità del movimento minimo e sull’uso dello spazio come luogo di preparazione al rito. Dall’espressionismo del teatro-danza, alle suggestioni del teatro balinese, dall’uso rituale del bastone (Tongkat), fino alla fisicità dell’arte calligrafica nipponica (Shodò) per realizzare una partitura coreografica di gesti e azioni tra un bidet, un mocho, un’aspirapolvere, una radio. Il piano sonoro-musicale eseguito dal vivo gioca sul contrasto “sporco-pulito” di suoni, musica e rumori creando una dimensione surreale.