Canzoni del secondo piano muove dalle suggestioni di un titolo: “Songs from the second floor”, cortometraggio del regista svedeseRoy Anderssone dall’immaginario che quel titolo evoca e porta con sé anche nel successivo “You, The Living”, premio certain regard al festival di Cannes 2007.
Da quelle suggestioni e da quei colori nasce l’idea di un lavoro di teatro-danza della compagnia: Canzoni del secondo piano vuole essere infatti il piano sequenza coreografico di un ideale condominio grottesco e surreale abitato da anime in continuo movimento, pesci urbani di un onirico acquario, alle prese con smarrimenti, fragilità, incoerenze e minuscole meschinità quotidiane, da svelare in punta di piedi: una carrellata di quadri che mimetizzano i piccoli grandi disagi della vita, come a voler fotografare e descrivere le miserie di un’umanità sempre in bilico tra il tragico ed il comico.
Sul piano stilistico, il lavoro della compagnia prosegue la sua direzione di ricerca volta ad esplorare temi ed argomenti della contemporaneità, partendo da un punto di osservazione che ne possa mettere in luce anomalie e disadattamenti con le armi indispensabili della freschezza, dell’ironia e della levità.
In questa tappa di lavoro,la compagnia disegna uno spaccato di vita quotidiana attraverso una simultaneità di piani: al piano coreografico e fisico, si sovrappongono piani narrativi, musicali, espressivi che agiscono in simultanea nello spazio, creando sulla scena invisibili connessioni.
La colonna sonora originale, suonata e cantata dal vivo, muove dalla canzone italiana e dalle citazioni prese in prestito da Mina, Giuni Russo, Ornella Vanoni, rielaborate e rivisitate in chiave personale.
L’elemento scenografico è semplice ed essenziale e fa leva sulla forza evocativa della porta, simbolo di una quotidianità precaria, traslocante, costantemente in movimento.
Come non incontrarsi, non sfiorarsi, come non immaginare o non sentire quello che capita dietro quelle porte...e intanto, al secondo piano, suonano le canzoni, parole d'amore nel dubbio della sera a scandire la danza delle umane relazioni.
Il lavoro è stato presentato in forma di studio la sera del 31 marzo 09 a Torino nell’ambito di Spazio Piemonte 2009 all'interno del progetto interregionale Spazi per la danza contemporanea e sarà lavorato in residenza presso il Theatre Durancedi Chateau Arnoux, presso cui debutterà nell'aprile 2011.