In superficie

 
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di e con_ Francesca Cinalli

e la complicità di Paolo De Santis

Produzione e Allestimento_ Tecnologia Filosofica

Co-produzione_ Mosaicodanza-Inside/off

 

Prima di cominciare qualsiasi attività, è importante pulire lo spazio dove si lavorerà.

Quindi, bisogna lavare per terra.

Semplici azioni e il lavoro si svolgerà bene.

La pulizia non può essere fatta in modo casuale, ma ci sono regole precise: acqua fredda, uno strofinaccio di cotone, consapevolezza di sé e una determinata posizione del corpo. Durante il lavoro, non si deve pensare a nient’altro che a spingere lo strofinaccio.

Quando si pulisce per terra, bisogna pensare solo a questo….una concentrazione totale.

A volte, però, succede che la troppa concentrazione porti fuori dal centro, ci si distrae e i pensieri schizzano da tutte le parti.

“L’atto del pulire è legato alla creazione. Esso è positivo, potente, non il semplice mezzo per togliere via lo sporco”. Da"L’attore invisibile" di Yoshi Oida e Lorna Marshall

 

In superficie è un progetto di lavoro sulla pulizia: L’azione si svolge in un luogo circoscritto, la dimensione realistica di un bagno si fa surreale nel giorno delle "grandi pulizie" e dei lavori di casa: lei e lui condividono uno spazio, ma sembrano non incontrarsi, ciascuno alle prese con il proprio compito. Va tutto bene (o quasi)...si procede nel lavoro concentrati...ma quando si esagera con la concentrazione, poi si scivola...e allora il concreto si fa astratto e il fantastico si mescola al reale....

Il lavoro ricerca la dimensione tragicomica del gesto quotidiano, sospeso verso l'assurdo; indaga  i confini tra il formale e il concreto, esplorando le invisibili connessioni dei piani e punta la sua attenzione sull'uso dello spazio come luogo di preparazione al rito. 

Dall’espressionismo del teatro-danza, alle suggestioni del teatro balinese, dall’uso rituale del bastone (Tongkat), fino alla fisicità dell’arte calligrafica nipponica (Shodò) per realizzare una partitura coreografica di gesti e azioni tra un bidet, un mocho, un’aspirapolvere, una radio. Il piano sonoro eseguito dal vivo gioca sul contrasto “sporco-pulito” di suoni e rumori, che mirano a creare una dimensione surreale.

Il percorso di ricerca è iniziato nell’aprile 2009 presso gli spazi della Residenza Multidisciplinare Morenica/Cantiere Canavesano e ha avuto una prima tappa all’interno della sezione Lavori in corso del Festival del Ticino (Gallarate, 9 maggio 09). Una seconda tappa del work in progress è stata presentata il 15 aprile 2010 a Torino presso Mosaicodanza nell’ambito di Inside Off e il 24 aprile al teatro Milanollo di Savigliano(CN)nell'ambito del progetto transfrontaliero CAT.